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Montemarciano
4/2009
TERRITORIO
& SVILUPPO
Speculazione
ed incultura stanno ormai ferendo a morte il nostro Bel Paese,
tanto che probabilmente non si potrà più tornare indietro.
La
devastazione del territorio italiano si è spinta a livelli tali
che, secondo Romano Prodi,verrà ricordata anche tra molti secoli
“ come il documento più buio della realtà italiana di questo
dopoguerra”.
Le periferie
delle città, le pianure, la fascia pedemontana delle Alpi e
degli Appennini, migliaia di chilometri di coste hanno subito
modificazioni così profonde e versano in uno stato di degrado
tale da essere sempre meno vivibili.
Tutto ciò è
abbastanza noto tanto è vero che ad ogni disastro soprattutto
climatico si fa un gran parlare a tutti i livelli istituzionali
e di comunicazione di incuria nei confronti del territorio e di
poca lungimiranza politica, sociale, economica. Tutti quindi
almeno formalmente sembrano d’accordo sul non attribuire i
disastri al “destino cinico e baro”ma a cose ben precise che si
sarebbero dovute fare e ad altre che si sarebbe dovuto impedire
di fare, ma poi si procede tranquillamente al varo di
legislazioni incongruenti che paiono non tenere in alcun conto
tutti i ragionamenti fatti.
Infatti le
Amministrazioni locali di qualunque colore sono sempre più
costrette a sostenere i propri bilanci con i proventi derivanti
dalle opere di urbanizzazione ed incrementando così la tanto
temuta devastazione del territorio. I Comuni sono per esempio
costretti in molti casi ad una politica di urbanizzazione
forzata ( a volte del tutto inutile) per poter finanziare quei
servizi sociali che invece sono di vitale importanza per i
propri cittadini. Nella stesura del suo programma elettorale la
coalizione di centro sinistra di Montemarciano aveva tenuto
conto di queste considerazioni ed aveva infatti ribadito: “ I
Comuni devono riappropriarsi della loro capacità di incidere sui
territori”. Assumeva cioè un preciso e corretto impegno
politico a tutela almeno locale del proprio territorio, tutela
che passava attraverso punti qualificanti del programma di
questa amministrazione come la pianificazione urbanistica, la
redazione e la approvazione di una variante al piano regolatore.
L’obbiettivo in particolare del nuovo piano regolatore, dovrà
proprio essere quello di evitare il “ consumo di nuovo
territorio” realizzando anche un censimento di edifici vuoti ed
inutilizzati o dismessi per una loro riconversione.
Tali
ambiziosi traguardi si potranno raggiungere solo con una forte
coesione politica perché sarà fondamentale che gli
amministratori rivedano la pratica della “ edilizia contrattata”
che di fatto ha condizionato le scelte urbanistiche e quindi
ambientali sino a qui. La salvaguardia del territorio,
dell’ambiente è un impegno politico irrinunciabile sia per noi
che per le nuove generazioni ed ogni scelta di sviluppo
economico dovrà perciò essere valutata in questa ottica di
sviluppo ecocompatibile.
Il sindaco
Serrani ha più volte ricordato che il programma scelto “ è
conciso, concreto e realizzabile”, come Repubblicani Europei ci
daremo da fare, al nostro solito, con lealtà e impegno per far
sì che le promesse fatte vengano onorate.
Movimento Repubblicani Europei
Sez. Ugo La Malfa
v. Giacomo Leopardi 9
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