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PIERO PERGOLI

 

Curriculum Antifascista del dott. Piero Pergoli

 

Nella notte del 27 dicembre 1922 il dott. Piero Pergoli chiamato per soccorrere i feriti di un preteso incidente automobilistico fu accerchiato da una banda di fascisti i quali intendevano di propinargli olio di ricino.

Il dott. Pergoli il quale era armato con regolare permesso di porto d’armi riusci’ agevolmente a mettere in fuga gli assalitori; ma mentre era per rientrare in casa fu fatto segno da parte di altri fascisti in agguato a numerosi colpi di pistola, uno dei quali lo feri’ gravemente alla coscia sinistra con lesione della vena femorale e cospicua emorragia. Per dodici ore rimase pressoché senza soccorso, non trovandosi alcuno nel clima di terrore disposto a portarlo all’ospedale, dove fu ricoverato soltanto per il generoso intervento del sig. Giuseppe Barchiesi e del figlio Enrico.

Nell’ospedale civile di Ancona dovette essere operato per estrazione del proiettile che si era schiacciato contro il femore. Il commissario prefettizio fascista di Falconara deliberò il suo licenziamento come medico condotto ma la delibera illegale fu revocata non ritenendo l’amministrazione fascista possibile affrontare l’alea di un giudizio.

Nell’aprile 1924 il dott. Pergoli fu candidato repubblicano nelle elezioni politiche che precedettero di poco l’assassinio dell’on. Matteotti. Il giorno 6 aprile fu espulso manu militari da Porto San Giorgio, dove era elettore e dove si era recato a votare, con una spettacolare parata fascista.

Nell’estate 1932 fu iniziato contro il dott. Pergoli un procedimento per la rimozione del grado di ufficiale conclusasi nel gennaio 1933 con la rimozione dal grado. Nel mese di febbraio, non avendo voluto cedere all’imposizione fattagli dal patronato fascista di recente istituzione di rinunziare all’assistenza degli operai infortunati fu denunziato per truffa continuata.

La vicenda giudiziaria si concluse un anno più tardi con una sentenza della sezione di accusa presso la Corte di Appello che l’assolveva con formula piena.

Nel marzo 1933 il Consiglio dell’Ordine dei Medici deliberava la sua radiazione dall’Albo per antifascismo con conseguente divieto di esercitare la professione. Contemporaneamente il Comune di Ancona lo sospendeva dall’impiego e dallo stipendio.

Il dott. Pergoli non si piegò e reagi con tutti i mezzi legali a sua disposizione, riuscendo ad ottenere dopo due anni davanti al Consiglio di Stato la revoca del provvedimento di rimozione dal grado di ufficiale ed anche l’annullamento della radiazione dall’albo professionale dei medici.

Durante tutto questo periodo subi’parecchie perquisizioni e fermi di polizia. Il dott. Pergoli dovette rinunziare però alla sua carriera professionale non potendo partecipare a concorsi di alcun genere. Gli fu perfino proibito di assistere gli operai iscritti alle casse malattie.

Il dott. Pergoli, il quale era stato uno dei fondatori del movimento Giustizia e Libertà, nel 1941 fu anche uno degli iniziatori del Partito d’Azione con il quale partecipò attivamente alla cospirazione antifascista. Alla fine del maggio 1943 venne arrestato dall’ O.V.R.A. e rinchiuso nelle carceri di S. Palazia. Il 6 luglio 1943 fu denunciato al Tribunale Speciale. Il 27 luglio 1943 fu liberato per la caduta del fascismo.

Durante l’occupazione tedesca fu membro attivo del Consiglio clandestino di liberazione delle Marche. Partecipò attivamente insieme con tutta la sua famiglia alla lotta contro i nazifascisti.

Il 24 giugno 1944 in seguito ad uno scontro con i tedeschi la casa dove egli abitava in Gallignano fu incendiata per rappresaglia. Dopo tale episodio fu particolarmente ricercato dai tedeschi, i quali i primi di luglio 1944 misero in stato di assedio Falconara Alta per procedere alla perquisizione della sua casa.

Durante la detenzione a S. Palazia contrasse una grave infezione intestinale che lo costrinse ad abbandonare prematuramente il servizio di medico condotto con gravissimo suo danno economico.

 

Per ulteriori approfondimenti      Piero Pergoli   edito dall’istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle marche.