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Sintesi del verbale della Direzione Nazionale, 19 gennaio
21/01/2008
Sintesi del verbale della Direzione Nazionale
svoltasi a Roma il 19 gennaio 2008
 
ODG: situazione politica nazionale
legge elettorale
varie ed eventuali
 
 
Presenti: Sbarbati, Musi, Cangiamila, Bogi, Mazzuca, Poggiolini, Culiersi, Gruden, Bruni, Serravalle, Marongiu, Lazzari, Chiarantano, Evangelisti, Satta, Lombardi, Garraffa, Gatti, Bartolini, Almagià, Ginocchietti,
 
Fatto l'appello, il Segretario Nazionale inizia la sua relazione partendo dal primo punto, ma allargando il discorso anche al secondo e terzo punto dell'ODG.
Informa che alla DN dell'MRE sono stati invitati anche Veltroni e Franceschini, come da accordi già presi, ma che Veltroni ha già comunicato che non potrà essere presente per l'impegno di Orvieto, assunto precedentemente.
Il Segretario Nazionale passa in rassegna gli elementi di fondo della situazione politica nazionale, dal bilancio dell'azione di Governo, alle difficoltà di tenuta della coalizione, ai difficili rapporti tra alcune forze politiche tra di loro e la stessa maggioranza, al conflitto forte che si è aperto con la magistratura al pericolo che questo comporta per la tenuta democratica del Paese in balia dello scontro tra i vari poteri dello Stato, alla questione morale e quella della legalità. Si sofferma in particolare sul problema dei rifiuti in Campania che vede in campo responsabilità politiche non declinabili degli amministratori di centrosinistra come pure di centrodestra nonché la latitanza del governo che per troppo tempo ha trascurato di prendere decisioni che erano doverose. L'Europa ci guarda con disgusto e rischiamo anche di perdere finanziamenti importanti per risolvere questo grave problema. Come Repubblicani Europei in Europa ho presentato una interrogazione sulle ecoballe molto prima che scoppiasse lo scandalo. E' una vera emergenza che richiede responsabilità, solidarietà e capacità decisionali rapide ed efficaci. Non si puo' più consentire a nessun partito di detenere il monopolio della questione ambientale perché essa è di tutti e occorre sostenere la magistratura nella lotta contro le organizzazioni criminali. (Nella sezione Stampa/Comunicati è possibile leggere il testo del comunicato  inviato alla stampa dall'on. Sbarbatii e da altri eurodeputati dell'Unione sulla situazione dei rifiuti in Campania)
Anche in altri tempi abbiamo vissuto situazioni difficili, ha detto il segretario, ma abbiamo avuto grandi figure e personalità che hanno costituito la risorsa democratica forte del momento, capace di farci uscire dalle difficoltà (vedi Ciampi, ecc.). Oggi c'è uno scollamento forte tra il paese e la classe politica e con difficoltà si tenta di aprire un dialogo by partisan per costruire una legge elettorale che ci consenta di superare l'ingovernabilità nonché elezioni più giuste in cui i cittadini possano scegliere il personale politico oltre ai partiti.
Il segretario si dice preoccupato per gli sviluppi di una crisi che quasi sicuramente sfocierà a breve in una crisi di governo, perchè Prodi ha potuto evitare la sfiducia nei confronti di Bassolino grazie al sostegno di Forza Italia che pero' non potrà permettersi di fare da stampella all'Unione quando si presenterà, la prossima settimana, la questione di fiducia al Ministro Pecoraro Scanio.
L'immagine dell'Italia e del suo governo è fortemente compromessa, non solo dalla questione dei rifiuti che sconvolge Napoli e la Campania, ma anche dallo scontro tra politica e magistratura, nonché dalla mancata soluzione dei gravi problemi che riguardano l'economia, lo sviluppo, la redistribuzione del reddito, le grandi riforme strutturali che sole ci possono consentire di restare tra i grandi d'Europa. (Nella sezione Attività in Europa/Interrogazioni è possibile leggere il testo di una interrogazione parlamentare presentata dall'On. Sbarbati il 10 gennaio u.s. su "Grandi catene di distribuzione, posizioni dominanti a danno della concorrenza")  Il referendum che incombe che non ci ha visto promotori è una spada di Damocle che ieri poteva non piacere, ma che forse oggi attrae diverse forze politiche tra le quali i partiti minori preoccupati dalla bozza di legge elettorale Bianco, che preferiscono votare secondo il vecchio sistema. L'illegalità diffusa come costume di una nazione sta soffocando ogni tentativo per restituire dignità alle nostre istituzioni nei confronti delle quali sta morendo la fiducia. L'antipolitica muoverà il referendum e noi dobbiamo trovare il sistema per rompere questo rapporto perverso tra partiti e potere sostenendo l'azione della magistratura nel suo agire corretto nell'interesse generale del Paese e della giustizia. Sta pero' alla politica fare le leggi e prendere decisioni di merito a cui non puo' abdicare. Abbiamo sostenuto la validità del modello francese che pero', a parte la personale convinzione di Veltroni e di pochi altri, non ha trovato il sostegno del PD né della maggioranza dell'Unione. La bozza Bianco offre un terreno di contrattazione di scontro e di incontro anche ai piccoli partiti ma non ci sembra risolutiva né per la governabilità, né per il bipolarismo.
Il governo Prodi non sembra avere consapevolezza della necessità e dell'urgenza, in pendenza del referendum, di procedere velocemente alla riforma elettorale né della distanza che lo separa dal Paese il quale è sempre più insofferente a sostenerlo. Per noi si pone il problema di operare per riportare fiducia tra la gente e rispetto per le istituzioni riferendoci alla costituzione repubblicana e c'è sempre di più l'esigenza di lavorare perchè il PD operi una rottura degli equilibri politici, non solo con la legge elettorale ma soprattutto con un progetto forte e alternativo a quello del centrodestra. Nei prossimi giorni bisognerà monitorare la situazione, essere presenti a tutti i livelli sulla scena politica nazionale e periferica, lavorare fin da subito con un forte progetto politico di contenuti che dovremo e potremo rilanciare sia in funzione delle elezioni europee del 2009 sia per le elezioni amministrative e in caso di crisi per quelle politiche. Due o tre temi su cui riflettere costituiranno l'oggetto di convegni nazionali il primo dei quali sarà sul tema dell'economia che potrà svolgersi con la presenza di Veltroni e sarà un contributo sia nostro che del PD. Tali convegni potranno essere replicati anche perifericamente. Per concludere il segretario si sofferma sulla questione tesseramento e chiede di prorogarlo fino alla fine di febbraio poiché non ha senso mantenere in vita l'MRE se poi non si collabora a cominciare dall'iscrizione. Chiarisce inoltre che noi non siamo nel PD, ma siamo invitati agli organismi del PD, per un periodo sabbatico che ci consentirà una collaborazione finalizzata se ci saranno le condizioni ad entrarne a far parte effettivamente. Pertanto sta ai segretari regionali tessere rapporti e partecipare a livello bilaterale alle rispettive riunioni MRE-PD.
Circa le dimissioni congelate del Segretario organizzativo on. Vincenzo Garraffa, per il persistere di una divisione di linea politica, lo stesso le mantiene e il segretario nazionale le accetta. Si apre il dibattito e prendono la parola diversi membri. Chiarantano, coordinatore del Lazio dice si alla proroga del tesseramento e dice che l'MRE nel Lazio si sta attrezzando alla massima autonomia per le prossime elezioni amministrative. Informa poi la direzione della iniziativa della celebrazione del 9 febbraio da parte della federazione laziale. Il presidente Musi descrive il clima insofferente in Parlamento e nel Paese, richiama il fatto che questo governo ha prodotto risultati economici, ma che è necessario ridiscutere le regole perché è impossibile andare avanti cosi' l'MRE deve continuare ad operare specie nei territori, poiché noi non siamo nel PD, ma siamo interlocutori nel processo costituente soprattutto per la stesura dei contenuti programmatici. Circa la crisi, che si percepisce incombere, egli pensa che Berlusconi non possa non ritenere che la mozione su Pecoraro sia l'occasione che non puo' lasciarsi sfuggire.
Evangelisti dice che la nostra è una posizione che ha una certa ambiguità strategica che pero' è comunque a termine. Vede che nel PD si stanno organizzando correnti e ritiene che possa essere e debba essere rafforzata quella che difende la laicità dello Stato. Per Satta l'accordo fatto è un piccolo capolavoro che va comunicato in maniera corretta anche attraverso una versione on-line di Lucifero con cui fare rete. Noi siamo con la magistratura, poiché i nostri nemici sono quelli che praticano l'illegalità e che traggono vantaggio dal fatto che "siamo tutti uguali". Il conflitto d'interessi è radicato sull'illegalità. Dobbiamo tornare ad una saggia politica dei redditi e trovare nuovi strumenti di comunicazione. Lombardi: le elezioni si perdono al Nord. Il Governo è in grave crisi. Occorre una legge elettorale che faccia nascere una forza politica di centro che sostenga un centro sinistra diverso. Parla infine dei difficili rapporti col PD e invita ad incontrare il Presidente della Repubblica.
Cangiamila condivide come gli altri la relazione del segretario e insiste molto sulla questione fisco e sulla prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro tra le questioni che devono essere prese più in considerazione dell'MRE, ma non è d'accordo sulle dimissioni di Prodi. Bogi invita tutti ad interrogarci su quale forza abbia oggi l'MRE e quali le occasioni per farlo esistere. Ritiene positivo l'accordo col PD nei confronti del quale dobbiamo essere uno stimolo, per operare un distinguo netto e una rottura del sistema, senza la quale non potremmo essere percepiti diversi dagli altri. Culiersi centra il suo intervento sui giovani e la loro sfiducia nei confronti della politica che rischia di compromettere il futuro della democrazia. Gruden sostiene che il problema è comunicare perfettamente le posizioni in periferia, soprattutto per quanto concerne la nostra presenza nel PD in qualità di invitati permanenti, per cui va prorogato il tesseramento e vanno affrontati 3 o4 temi approfondendoli sia per prepararci alla amministrative che alle europee. Richiama l'attenzione di tutti sul fatto che il Friuli potrà essere un laboratorio per le elezioni regionali e chiede su di esso l'attenzione dei dirigenti nazionali MRE per una piattaforma di confronto con lo stesso PD. Ginocchietti fa riferimento all'iniziativa promossa da Bianco per i laici liberal democratici nel PD sulla quale esprime parere positivo diversamente da Musi. Tutti gli intervenuti su questo tema sono contrari per varie motivazioni. Bruni richiama il nostro impegno dicendo che dobbiamo perseguire "l'ideale senza compenso" e continuare a lavorare chiedendo che le nostre proposte siano valutate e ascoltate. Serravalle ritiene che l'accordo con il PD sia stato utile per vederci più chiaro perchè di equivoci ce n'erano stati anche troppi, ma non crede che si possa procedere chiedendo le immediate dimissioni del governo occorre una proposta elettorale che consenta di costituire un blocco di sostegno che non veda solo i partiti ma anche la società per allargare il PD e poter garantire la governabilità del Paese.
Marongiu sostiene che l'interesse nazionale e quello dell'MRE devono andare di pari passo, per cui occorre accentuare il bipolarismo e cancellare il porcellum. Non si puo' pero' sparare sul governo e men che meno sul centrosinistra, ma cio' non significa che occorre tutelare semplicemente le posizioni di centro del centrosinistra. La crisi del governo rischia di essere la crisi del PD.
Almagià fa una relazione sui nostri contatti in politica estera sia per la questione mediorientale che per i rapporti con gli Stati Uniti (tutti l'approvano). Garraffa ribadisce la sua posizione di contrarietà al PD, nonché la linea di fedeltà al segretario e all'MRE e propone comunque un seminario per approfondire di nuovo questo problema.
Terminati gli interventi il segretario replica assicurando che scriverà una lettera al Presidente della Repubblica chiedendo di essere ricevuta assieme al presidente del partito per esporre il punto di viste dai RE e le loro considerazioni sulla grave crisi che il Paese sta attraversando a tutti i livelli. Mette in votazione la proroga del tesseramento alla fine di febbraio che passa all'unanimità con una precisazione del presidente Musi che chi non rinnoverà la tessera non avrà più diritto di stare negli organi né di prendere la parola per l'MRE e nell'MRE. Si decide che tale deliberato verrà tempestivamente inviato a tutti i segretari regionali e provinciali.
Circa le dimissioni del governo, pur valutando la sofferenza politica in cui si trova, il segretario mette in chiaro che ne ha apprezzato i risultati economici. Bisogna pero' essere realistici e valutare come il Parlamento sia paralizzato da ricatti e veti incrociati che non consentono più nessun attività di governo degna di questo nome che risolva i problemi del Paese. Ritiene comunque che si debbano fare tutti gli sforzi per superare questo difficile momento. Dichiara accettate le dimissioni del segretario organizzativo che pero' non verrà surrogato. Chiede la costituzione di un gruppo di lavoro politico, già da tempo auspicato, anche in precedenti direzioni, da costituire subito tra quanti danno la disponibilità per operare sui temi menzionati nel dibattito Tutti approvano. Augurando a tutti un buon rientro il segretario chiude la seduta.