Sintesi del verbale della
Direzione Nazionale
svoltasi a Roma il 19
gennaio 2008
ODG: situazione politica nazionale
legge elettorale
varie ed eventuali
Presenti: Sbarbati, Musi, Cangiamila, Bogi,
Mazzuca, Poggiolini, Culiersi, Gruden, Bruni, Serravalle,
Marongiu, Lazzari, Chiarantano, Evangelisti, Satta, Lombardi,
Garraffa, Gatti, Bartolini, Almagià, Ginocchietti,
Fatto l'appello, il Segretario Nazionale inizia la sua relazione
partendo dal primo punto, ma allargando il discorso anche al
secondo e terzo punto dell'ODG.
Informa che alla DN dell'MRE sono stati invitati anche Veltroni
e Franceschini, come da accordi già presi, ma che Veltroni ha
già comunicato che non potrà essere presente per l'impegno di
Orvieto, assunto precedentemente.
Il Segretario Nazionale passa in rassegna gli elementi di fondo
della situazione politica nazionale, dal bilancio dell'azione di
Governo, alle difficoltà di tenuta della coalizione, ai
difficili rapporti tra alcune forze politiche tra di loro e la
stessa maggioranza, al conflitto forte che si è aperto con la
magistratura al pericolo che questo comporta per la tenuta
democratica del Paese in balia dello scontro tra i vari poteri
dello Stato, alla questione morale e quella della legalità. Si
sofferma in particolare sul problema dei rifiuti in Campania che
vede in campo responsabilità politiche non declinabili degli
amministratori di centrosinistra come pure di centrodestra
nonché la latitanza del governo che per troppo tempo ha
trascurato di prendere decisioni che erano doverose. L'Europa ci
guarda con disgusto e rischiamo anche di perdere finanziamenti
importanti per risolvere questo grave problema. Come
Repubblicani Europei in Europa ho presentato una interrogazione
sulle ecoballe molto prima che scoppiasse lo scandalo. E' una
vera emergenza che richiede responsabilità, solidarietà e
capacità decisionali rapide ed efficaci. Non si puo' più
consentire a nessun partito di detenere il monopolio della
questione ambientale perché essa è di tutti e occorre sostenere
la magistratura nella lotta contro le organizzazioni criminali.
(Nella sezione Stampa/Comunicati
è possibile leggere il testo del comunicato inviato
alla stampa dall'on. Sbarbatii e da altri eurodeputati
dell'Unione sulla situazione dei rifiuti in Campania)
Anche in altri tempi abbiamo vissuto situazioni difficili, ha
detto il segretario, ma abbiamo avuto grandi figure e
personalità che hanno costituito la risorsa democratica forte
del momento, capace di farci uscire dalle difficoltà (vedi
Ciampi, ecc.). Oggi c'è uno scollamento forte tra il paese e la
classe politica e con difficoltà si tenta di aprire un dialogo
by partisan per costruire una legge elettorale che ci consenta
di superare l'ingovernabilità nonché elezioni più giuste in cui
i cittadini possano scegliere il personale politico oltre ai
partiti.
Il segretario si dice preoccupato per gli sviluppi di una crisi
che quasi sicuramente sfocierà a breve in una crisi di governo,
perchè Prodi ha potuto evitare la sfiducia nei confronti di
Bassolino grazie al sostegno di Forza Italia che pero' non potrà
permettersi di fare da stampella all'Unione quando si
presenterà, la prossima settimana, la questione di fiducia al
Ministro Pecoraro Scanio.
L'immagine dell'Italia e del suo governo è fortemente
compromessa, non solo dalla questione dei rifiuti che sconvolge
Napoli e la Campania, ma anche dallo scontro tra politica e
magistratura, nonché dalla mancata soluzione dei gravi problemi
che riguardano l'economia, lo sviluppo, la redistribuzione del
reddito, le grandi riforme strutturali che sole ci possono
consentire di restare tra i grandi d'Europa.
(Nella sezione Attività in
Europa/Interrogazioni è possibile leggere il testo di
una interrogazione parlamentare presentata dall'On. Sbarbati il
10 gennaio u.s. su "Grandi catene di distribuzione, posizioni
dominanti a danno della concorrenza") Il referendum che
incombe che non ci ha visto promotori è una spada di Damocle che
ieri poteva non piacere, ma che forse oggi attrae diverse forze
politiche tra le quali i partiti minori preoccupati dalla bozza
di legge elettorale Bianco, che preferiscono votare secondo il
vecchio sistema. L'illegalità diffusa come costume di una
nazione sta soffocando ogni tentativo per restituire dignità
alle nostre istituzioni nei confronti delle quali sta morendo la
fiducia. L'antipolitica muoverà il referendum e noi dobbiamo
trovare il sistema per rompere questo rapporto perverso tra
partiti e potere sostenendo l'azione della magistratura nel suo
agire corretto nell'interesse generale del Paese e della
giustizia. Sta pero' alla politica fare le leggi e prendere
decisioni di merito a cui non puo' abdicare. Abbiamo sostenuto
la validità del modello francese che pero', a parte la personale
convinzione di Veltroni e di pochi altri, non ha trovato il
sostegno del PD né della maggioranza dell'Unione. La bozza
Bianco offre un terreno di contrattazione di scontro e di
incontro anche ai piccoli partiti ma non ci sembra risolutiva né
per la governabilità, né per il bipolarismo.
Il governo Prodi non sembra avere consapevolezza della necessità
e dell'urgenza, in pendenza del referendum, di procedere
velocemente alla riforma elettorale né della distanza che lo
separa dal Paese il quale è sempre più insofferente a
sostenerlo. Per noi si pone il problema di operare per riportare
fiducia tra la gente e rispetto per le istituzioni riferendoci
alla costituzione repubblicana e c'è sempre di più l'esigenza di
lavorare perchè il PD operi una rottura degli equilibri
politici, non solo con la legge elettorale ma soprattutto con un
progetto forte e alternativo a quello del centrodestra. Nei
prossimi giorni bisognerà monitorare la situazione, essere
presenti a tutti i livelli sulla scena politica nazionale e
periferica, lavorare fin da subito con un forte progetto
politico di contenuti che dovremo e potremo rilanciare sia in
funzione delle elezioni europee del 2009 sia per le elezioni
amministrative e in caso di crisi per quelle politiche. Due o
tre temi su cui riflettere costituiranno l'oggetto di convegni
nazionali il primo dei quali sarà sul tema dell'economia che
potrà svolgersi con la presenza di Veltroni e sarà un contributo
sia nostro che del PD. Tali convegni potranno essere replicati
anche perifericamente. Per concludere il segretario si sofferma
sulla questione tesseramento e chiede di prorogarlo fino alla
fine di febbraio poiché non ha senso mantenere in vita l'MRE se
poi non si collabora a cominciare dall'iscrizione. Chiarisce
inoltre che noi non siamo nel PD, ma siamo invitati agli
organismi del PD, per un periodo sabbatico che ci consentirà una
collaborazione finalizzata se ci saranno le condizioni ad
entrarne a far parte effettivamente. Pertanto sta ai segretari
regionali tessere rapporti e partecipare a livello bilaterale
alle rispettive riunioni MRE-PD.
Circa le dimissioni congelate del Segretario organizzativo on.
Vincenzo Garraffa, per il persistere di una divisione di linea
politica, lo stesso le mantiene e il segretario nazionale le
accetta. Si apre il dibattito e prendono la parola diversi
membri. Chiarantano, coordinatore del Lazio dice si alla proroga
del tesseramento e dice che l'MRE nel Lazio si sta attrezzando
alla massima autonomia per le prossime elezioni amministrative.
Informa poi la direzione della iniziativa della celebrazione del
9 febbraio da parte della federazione laziale. Il presidente
Musi descrive il clima insofferente in Parlamento e nel Paese,
richiama il fatto che questo governo ha prodotto risultati
economici, ma che è necessario ridiscutere le regole perché è
impossibile andare avanti cosi' l'MRE deve continuare ad operare
specie nei territori, poiché noi non siamo nel PD, ma siamo
interlocutori nel processo costituente soprattutto per la
stesura dei contenuti programmatici. Circa la crisi, che si
percepisce incombere, egli pensa che Berlusconi non possa non
ritenere che la mozione su Pecoraro sia l'occasione che non puo'
lasciarsi sfuggire.
Evangelisti dice che la nostra è una posizione che ha una certa
ambiguità strategica che pero' è comunque a termine. Vede che
nel PD si stanno organizzando correnti e ritiene che possa
essere e debba essere rafforzata quella che difende la laicità
dello Stato. Per Satta l'accordo fatto è un piccolo capolavoro
che va comunicato in maniera corretta anche attraverso una
versione on-line di Lucifero con cui fare rete. Noi siamo con la
magistratura, poiché i nostri nemici sono quelli che praticano
l'illegalità e che traggono vantaggio dal fatto che "siamo tutti
uguali". Il conflitto d'interessi è radicato sull'illegalità.
Dobbiamo tornare ad una saggia politica dei redditi e trovare
nuovi strumenti di comunicazione. Lombardi: le elezioni si
perdono al Nord. Il Governo è in grave crisi. Occorre una legge
elettorale che faccia nascere una forza politica di centro che
sostenga un centro sinistra diverso. Parla infine dei difficili
rapporti col PD e invita ad incontrare il Presidente della
Repubblica.
Cangiamila condivide come gli altri la relazione del segretario
e insiste molto sulla questione fisco e sulla prevenzione degli
infortuni nei luoghi di lavoro tra le questioni che devono
essere prese più in considerazione dell'MRE, ma non è d'accordo
sulle dimissioni di Prodi. Bogi invita tutti ad interrogarci su
quale forza abbia oggi l'MRE e quali le occasioni per farlo
esistere. Ritiene positivo l'accordo col PD nei confronti del
quale dobbiamo essere uno stimolo, per operare un distinguo
netto e una rottura del sistema, senza la quale non potremmo
essere percepiti diversi dagli altri. Culiersi centra il suo
intervento sui giovani e la loro sfiducia nei confronti della
politica che rischia di compromettere il futuro della
democrazia. Gruden sostiene che il problema è comunicare
perfettamente le posizioni in periferia, soprattutto per quanto
concerne la nostra presenza nel PD in qualità di invitati
permanenti, per cui va prorogato il tesseramento e vanno
affrontati 3 o4 temi approfondendoli sia per prepararci alla
amministrative che alle europee. Richiama l'attenzione di tutti
sul fatto che il Friuli potrà essere un laboratorio per le
elezioni regionali e chiede su di esso l'attenzione dei
dirigenti nazionali MRE per una piattaforma di confronto con lo
stesso PD. Ginocchietti fa riferimento all'iniziativa promossa
da Bianco per i laici liberal democratici nel PD sulla quale
esprime parere positivo diversamente da Musi. Tutti gli
intervenuti su questo tema sono contrari per varie motivazioni.
Bruni richiama il nostro impegno dicendo che dobbiamo perseguire
"l'ideale senza compenso" e continuare a lavorare chiedendo che
le nostre proposte siano valutate e ascoltate. Serravalle
ritiene che l'accordo con il PD sia stato utile per vederci più
chiaro perchè di equivoci ce n'erano stati anche troppi, ma non
crede che si possa procedere chiedendo le immediate dimissioni
del governo occorre una proposta elettorale che consenta di
costituire un blocco di sostegno che non veda solo i partiti ma
anche la società per allargare il PD e poter garantire la
governabilità del Paese.
Marongiu sostiene che l'interesse nazionale e quello dell'MRE
devono andare di pari passo, per cui occorre accentuare il
bipolarismo e cancellare il porcellum. Non si puo' pero' sparare
sul governo e men che meno sul centrosinistra, ma cio' non
significa che occorre tutelare semplicemente le posizioni di
centro del centrosinistra. La crisi del governo rischia di
essere la crisi del PD.
Almagià fa una relazione sui nostri contatti in politica estera
sia per la questione mediorientale che per i rapporti con gli
Stati Uniti (tutti l'approvano). Garraffa ribadisce la sua
posizione di contrarietà al PD, nonché la linea di fedeltà al
segretario e all'MRE e propone comunque un seminario per
approfondire di nuovo questo problema.
Terminati gli interventi il segretario replica assicurando che
scriverà una lettera al Presidente della Repubblica chiedendo di
essere ricevuta assieme al presidente del partito per esporre il
punto di viste dai RE e le loro considerazioni sulla grave crisi
che il Paese sta attraversando a tutti i livelli. Mette in
votazione la proroga del tesseramento alla fine di febbraio che
passa all'unanimità con una precisazione del presidente Musi che
chi non rinnoverà la tessera non avrà più diritto di stare negli
organi né di prendere la parola per l'MRE e nell'MRE. Si decide
che tale deliberato verrà tempestivamente inviato a tutti i
segretari regionali e provinciali.
Circa le dimissioni del governo, pur valutando la sofferenza
politica in cui si trova, il segretario mette in chiaro che ne
ha apprezzato i risultati economici. Bisogna pero' essere
realistici e valutare come il Parlamento sia paralizzato da
ricatti e veti incrociati che non consentono più nessun attività
di governo degna di questo nome che risolva i problemi del
Paese. Ritiene comunque che si debbano fare tutti gli sforzi per
superare questo difficile momento. Dichiara accettate le
dimissioni del segretario organizzativo che pero' non verrà
surrogato. Chiede la costituzione di un gruppo di lavoro
politico, già da tempo auspicato, anche in precedenti direzioni,
da costituire subito tra quanti danno la disponibilità per
operare sui temi menzionati nel dibattito Tutti approvano.
Augurando a tutti un buon rientro il segretario chiude la
seduta.